Scenario Startup /
Open Innovation in Italia

Il volume degli investimenti in startup da parte di Business Angel e Venture Capital (fonte ultima ricerca pubblicata dall'Associazione IBAN e dal Venture Capital Monitor dell’Università Liuc di Castellanza - Varese) è pari a € 90 milioni nel 2014, dato in crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Del totale, circa € 40 milioni sono riconducibili a investitori istituzionali (Venture Capital), € 21,5 milioni a investitori istituzionali in collaborazione con Business Angel, mentre i soli Business Angel hanno investito per circa € 29 milioni.

Le imprese tradizionali italiane guardano ancora troppo poco alle startup e quando sono interessate ad acquisirle, spesso non lo fanno nella giusta ottica di Open Innovation, ma ricercando solamente l’affare economico puntuale. Questo non consente di considerare le prospettive e le sinergie che potrebbero generarsi nel futuro, infatti, le exit fatte con investimenti di partner industriali italiani, sono meno clamorose di quelle estere.

I soci di Ban-Up sono business angel, professionisti, imprenditori e società di caratura internazionale, di diritto italiano e estero, con sedi in Italia e Inghilterra.

L’imprenditoria innovativa può aiutare a svecchiare e rilanciare l’eccellente imprenditoria tradizionale che talvolta si dimostra miope al cambiamento e all’innovazione. Questa via italiana, che Ban-Up ambisce ad aprire come soggetto aggregante e di sistema, consiste nel creare e incentivare un mercato delle startup a cui le PMI possano rivolgersi per esternalizzare servizi e Ricerca & Sviluppo.

Questo genererebbe sicuramente sinergie virtuose per l’economia del paese tutto e stimolerebbe gli investimenti direttamente, creando strategie ad hoc di venture capital aziendale. Le startup devono quindi diventare lo strumento per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali tradizionali, attraverso l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi manifatturieri in modo da modificare le metodologie produttive.

Ban-Up ambisce ad essere il tramite di questo modello di sviluppo: composto da imprenditori, manager e professionisti conoscenti tanto del mondo dell’innovazione, quanto di quello dell’impresa tradizionale funge da garanzia per il sistema dell’impresa consolidata. L’altro polo nevralgico di collegamento lo svolgeranno gli Incubatori di Impresa e le Università che da un lato possono vantare solidi rapporti con il mondo del lavoro e dall’altro sono per definizione fucine di Ricerca & Sviluppo.

Ban-Up mira nel breve periodo a diventare un soggetto aggregante nella filiera dell’innovazione europea e internazionale, in grado di connettere le startup e l’innovazione da loro portata con la piccola, media e grande impresa italiana, spina dorsale di questo paese, in modo da creare valore per tutti.

Con un occhio alla Germania, dove la società Fraunhofer è il principale protagonista di Industria 4.0 e open innovation, conta su 66 istituti al servizio delle aziende praticamente in tutti i settori. Vanta uno staff complessivo di 24 mila dipendenti, in gran parte ricercatori e ingegneri; il suo bilancio annuale supera i due miliardi di euro, almeno il 30 per cento dei quali a carico del Governo federale o dei Länder.